| Da Shelley alla Callas, gli “eroi” cremati |
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Erano belli ricchi e famosi, il destino li volle uniti nell' ultimo viaggio: oramai quel che resta di loro si e' dissolto nell' oceano Atlantico, confondendosi con la schiuma delle onde, subito travolto dalle correnti. Al riparo da telecamere e obiettivi, un rito antico si e' ripetuto. E un cerimoniale semplicissimo ha congiunto l' incenerimento degli eroi di Omero con il sogno romantico di fondersi in un abbraccio assoluto con la natura. Non c' era la pira sulla spiaggia che amici pietosi allestirono per bruciare il corpo del poeta Percy Bysshe Shelley, restituito dal mare di Lerici. Non c' era la nave inventata da Fellini (E la nave va) che trasportava le ceneri della celebre cantante verso il Mare Egeo. Eppure, qualcosa di arcaico, di fantastico, da ora in poi aleggera' su queste esequie. Stravaganti forse per alcuni, profondamente simboliche per altri, come se solo il mare riuscisse a purificare il figlio del presidente ucciso a Dallas da quel fato di sciagure che si e' accanito sulla stirpe dei Kennedy. Il giovane John John era cattolico, ma non ci sono voluti speciali permessi perche' la sua volonta' di essere cremato fosse rispettata. Da molti anni (dal 1964, per l' esattezza, durante il pontificato di Paolo VI) la Chiesa ha deciso di non proibire piu' la cremazione...
Cara ai liberi pensatori del Regno d' Italia, ai mazziniani non riconciliati, ai confratelli massoni, la cremazione nell' Italia del Novecento vanta nomi illustri. Primo fra gli altri, quello di Luigi Pirandello, che nel testamento chiedeva la dispersione delle proprie ceneri, ma poi aggiungeva che, ove ci fossero difficolta' , l' urna poteva essere portata a Caos, al luogo delle sue origini. Anche Antonio Gramsci venne cremato, e alle sue ceneri deposte nel cimitero dei protestanti di Roma e' dedicata la poesia piu' celebre di Pier Paolo Pasolini. Nel dopoguerra, anche Dino Buzzati scelse di non venire inumato, e cosi' il regista Luchino Visconti. Lo stesso chiese Goffredo Parise, la cui urna e' posta nel giardino della casa di Ponte di Piave: sopra c' era una riproduzione dell' Uovo di Brancusi, purtroppo la scultura venne subito trafugata. Poi, nell' 87, mentre l' Italia s' interrogava sulla tardiva conversione di Renato Guttuso, Claudio Villa rivendico' il suo diritto di ateo alla cremazione, proibendo ogni funzione religiosa. Scrisse che questo doveva servire da esempio: "Aiutate l' uomo del domani a sbarazzarsi degli ultimi baluardi del Cristianesimo!". Piu' vicini a noi, altri morti famosi sono stati cremati: la cantante Mia Martini e Gianni Versace, Fabrizio De Andre' e Giorgio Strehler, Moana e Helenio Herrera. Ma senza piu' scandali ne' professioni di anticlericalismo. Magari solo per protesta contro l' orrore moderno dei cimiteri rivestiti di brutti marmi e deplorevoli porfidi, costosi e ingombranti condominii per cari estinti. Il cinema, probabilmente, ci ha aiutato a fraternizzarci con le nuove cerimonie: il funerale che apre Il grande freddo, sulle note dei Rolling Stones, si e' impresso nella memoria di molti ex giovani, amanti del rock e delle trasgressioni. Ai sentimentali, invece, sara' piaciuto il gran finale de I ponti di Madison County, con le ceneri degli amanti finalmente riunite sotto il celebre ponte coperto. Blake Edwards prima (S.O.B., con il funerale vichingo sulla barca che va a fuoco) e poi Woody Allen (Misterioso omicidio a Manhattan) e i fratelli Coen (Il grande Lebowski) ci han fatto sorridere su quell' addio estremo. Fellini e Wenders (Nick' s movie, agonia e morte del regista Nicholas Ray, le cui ceneri furono sparse in mare) l' hanno raccontato come un' allegoria di una fine e di una rinascita. Ma la liberta' dal loculo, il rifiuto del sepolcro istituzionale spinge anche personaggi reali a chiedere di riconsegnare le ceneri ai prati alle acque ai cieli dei luoghi piu' cari. Cosi' avvenne per la Callas, affidata all' Egeo. Cosi' ha voluto (nel Pacifico) Robert Mitchum, eroe dalla faccia triste. E lo scrittore Henri de Montherlant, suicida, chiese di spargere le proprie ceneri sotto gli alberi del Gianicolo, mentre Timothy Leary, scienziato amante dei viaggi stupefacenti (fu lui a render famoso l' Lsd), ormai vaga nel pulviscolo dei cieli. Fra queste ombre illustri ora arriva anche quella del giovane Kennedy. Per lui, e per le due donne che lo accompagnano, il mare sara' veramente lieve.
Polese Ranieri |



